Cos'è questo visto
Il visto è stato creato dall'articolo 27-quater del Testo Unico Immigrazione e regolato dal decreto interministeriale del 29 febbraio 2024, in vigore dal 4 aprile 2024. Copre due situazioni:
- Nomade digitale: lavoratore autonomo che lavora con strumenti tecnologici da remoto per clienti, in genere fuori dall'Italia.
- Lavoratore da remoto: dipendente o collaboratore di un'azienda, che lavora a distanza con un contratto o un'offerta vincolante.
Un vantaggio importante: non serve il nulla osta al lavoro e non dipende dalle quote del Decreto Flussi. La domanda va direttamente al consolato italiano della zona in cui risiedi.
reddito annuo minimo del titolare, a seconda del consolato
di esperienza minima nel settore del lavoro da remoto
validità del permesso, rinnovabile ogni anno
per chiedere il permesso in Questura dopo l'arrivo
Chi può chiederlo
Devi essere considerato un lavoratore altamente qualificato. In pratica, devi soddisfare almeno una di queste condizioni:
- titolo di istruzione superiore di almeno tre anni (per esempio, una laurea triennale completa);
- qualifica professionale regolamentata, riconosciuta in Italia prima della domanda;
- almeno cinque anni di esperienza professionale di livello paragonabile, documentata;
- per manager e specialisti IT, almeno tre anni di esperienza negli ultimi sette anni.
Inoltre, servono almeno sei mesi di esperienza nell'attività che svolgerai da remoto.
Reddito minimo
Il decreto non fissa una cifra in euro. Richiede un reddito annuo di provenienza lecita non inferiore al triplo del livello minimo previsto per l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria. Questa soglia è di circa € 8.263–8.500, il che dà un importo tra € 24.800 e € 25.500 all'anno. Alcuni consolati arrotondano a circa € 27.000 o € 28.000. Per sicurezza, pianifica con almeno € 28.000 lordi all'anno e conferma l'importo con il consolato competente.
Per stimare il tuo caso, anche con coniuge e figli, usa il simulatore per nomadi digitali.
Assicurazione, alloggio e altri documenti
- Assicurazione sanitaria con copertura per cure mediche e ricovero, valida in tutta Italia e per tutto il periodo.
- Alloggio: un documento che mostri dove vivrai. Diversi consolati chiedono un contratto d'affitto registrato a tuo nome; le lettere d'invito di amici o parenti di solito vengono rifiutate.
- Contratto di lavoro, di collaborazione o offerta vincolante, se sei un lavoratore da remoto. Il datore di lavoro dichiara di non aver avuto condanne negli ultimi cinque anni per reati legati allo sfruttamento del lavoro.
- Prove della qualifica: diploma con dichiarazione di valore o attestato di comparabilità del CIMEA.
- Passaporto, modulo per il visto nazionale, foto, biglietto e prova di residenza nella circoscrizione del consolato.
I documenti stranieri devono essere apostillati e tradotti in italiano. Vedi l'elenco completo nella nostra checklist del trasloco.
Passo dopo passo
Verifica qualifica e reddito
Raccogli il diploma o le prove di esperienza e i documenti di reddito degli ultimi mesi (buste paga, contratti, dichiarazione dei redditi).
Definisci l'alloggio
Chiudi un affitto di medio o lungo periodo, preferibilmente con contratto registrato all'Agenzia delle Entrate. Questo facilita anche la residenza nel comune in seguito.
Stipula l'assicurazione sanitaria
Scegli una polizza annuale che copra ricovero e cure mediche in Italia, senza massimali bassi.
Prenota al consolato
In molti Paesi, come il Brasile, la prenotazione si fa di solito su Prenot@mi, presso il consolato della tua zona. Porta tutto apostillato e tradotto.
Entra in Italia e chiedi il permesso
Entro otto giorni lavorativi, presenta la domanda di permesso di soggiorno (kit alle Poste o in Questura, a seconda della città). Puoi lavorare dal momento della domanda.
Residenza, codice fiscale e tasse
Fai l'iscrizione al comune (residenza anagrafica), sistema il codice fiscale e parla con un commercialista di Partita IVA e contributi INPS.
Famiglia
Il decreto consente il ricongiungimento familiare del coniuge e dei figli minori. Ricevono un permesso per motivi familiari della stessa durata del tuo. Il ricongiungimento familiare segue le regole generali, con un reddito minimo basato sull'assegno sociale (nel 2026, circa € 7.101 all'anno, più la metà per ogni familiare). In pratica, i consolati possono chiedere un reddito ben superiore a questo minimo. [confermare importi e procedura con il consolato]
Tasse: attenzione ai 183 giorni
Chi resta in Italia più di 183 giorni all'anno, o vi ha la residenza anagrafica o il domicilio, in genere diventa residente fiscale italiano e dichiara il reddito mondiale. Le convenzioni contro le doppie imposizioni aiutano a evitare di pagare due volte. Il regime degli “impatriati” può ridurre la base imponibile in alcuni casi. Fai una simulazione con il nostro calcolatore delle tasse e verifica con il commercialista partner.
| Situazione | Cosa succede di solito |
|---|---|
| Freelance con clienti all'estero | Apre la Partita IVA in Italia e versa i contributi all'INPS (gestione separata o altra) |
| Dipendente di un'azienda straniera | Dipende dalla convenzione e dagli accordi previdenziali; l'azienda può avere obblighi in Italia |
| Resta meno di 183 giorni | Potrebbe non diventare residente fiscale, ma verifica residenza e domicilio |
Errori comuni
- Pensare di poter entrare come turista e convertire il visto in Italia. Non si può.
- Presentare una prenotazione d'albergo o Airbnb come alloggio.
- Assicurazione con copertura bassa o che non include il ricovero.
- Diploma senza dichiarazione di valore o attestato CIMEA.
- Ignorare la residenza fiscale e scoprire le tasse solo l'anno dopo.
Domande frequenti
Posso lavorare per un'azienda italiana con questo visto?
Il visto è pensato per il lavoro da remoto, con datore di lavoro o clienti in genere fuori dall'Italia. Se l'idea è lavorare per un'azienda italiana, vedi il percorso lavoro con un datore di lavoro italiano.
Mi serve una laurea?
Non necessariamente. Valgono anche cinque anni di esperienza documentata di livello paragonabile, e per l'IT bastano tre anni negli ultimi sette.
Quanto ci mette il consolato?
Dipende. Alcuni consolati indicano fino a 30 giorni per il lavoratore da remoto e fino a 120 giorni per il nomade digitale. Fai domanda per tempo.
Ho una pratica di cittadinanza italiana in corso. Conviene?
Se sei già cittadino italiano riconosciuto, non ti serve il visto. Se la pratica è in corso, parlane con noi prima di decidere. Vedi anche il percorso per discendenti.
Posso rinnovare e poi chiedere il soggiorno di lungo periodo?
Il permesso è rinnovabile ogni anno finché restano i requisiti. Con il periodo di residenza legale richiesto, si può valutare il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo.
Fonti: Decreto interministeriale del 29/02/2024 (testo della Gazzetta Ufficiale) (consultato a 10/2026); Ambasciata d'Italia a Tunisi, scheda del visto (05/2026); Consolato d'Italia a Melbourne (07/2026); Ambasciata d'Italia a Pretoria (08/2026); Assolombarda (09/2025); Fiscomania (02/2025); Redditi per il ricongiungimento familiare 2026 (2026).